Dimmi tutto!
Lo scrivo io.
Tieni premuto un tasto, parla, e le parole compaiono dove stavi scrivendo — con la punteggiatura al posto giusto e i tuoi termini scritti come si deve.
7 giorni di prova senza carta, poi 9,90 € al mese · Versione 1.4.6
Tre gesti, e basta
Non c’è un’interfaccia da imparare: il lavoro si fa dentro i programmi che usi già.
Tieni premuto e parla
Il tasto lo scegli tu: lo tieni premuto, parli, lo rilasci. Se preferisci, impostalo a pressione singola — una volta per iniziare, una per finire.
Il testo compare dove stavi scrivendo
Non in una finestrella da cui copiare: proprio nel campo dove avevi il cursore, qualunque programma sia. Già ripulito e punteggiato.
Se una parola è sbagliata, la dici giusta
Premi il tasto della correzione — anche quello lo scegli tu — e pronuncia la parola come va scritta. La sistema dov’è, e da quel momento se la ricorda.
Parli più veloce di quanto scrivi
Non è una funzione, è come siamo fatti. Il punto è non ripagare quel vantaggio in tempo perso a sistemare il testo dopo.
Scrivendo
La media di chi digita senza essere un dattilografo, con le mani sulla tastiera e gli occhi sullo schermo.
Parlando
La media del parlato spontaneo. Le mani restano libere e la frase esce come l’avevi in testa.
Valori medi indicativi sulla velocità umana di scrittura e di parlato, non misurazioni di Dimmi Tutto: servono solo a dare l’ordine di grandezza.
Fatto per come lavori
Serve soprattutto a chi scrive parole che i dettatori normali sbagliano sempre: nomi, sigle, termini di mestiere.
Chi scrive codice
Nomi di librerie, comandi, servizi. Le parole che ogni altro dettatore traduce a orecchio.
Chi lavora con i clienti
Email e preventivi pieni di cognomi e ragioni sociali, scritti giusti senza ricontrollarli uno per uno.
Chi è sempre in giro
La bolla su Android sta sopra le altre app: messaggi e note senza fermarsi a digitare.
Chi scrive tanto
Relazioni, articoli, verbali. Dettare una pagina costa una frazione del tempo di batterla.
Chi fa assistenza
Le stesse risposte tutto il giorno, dettate in pochi secondi invece di riscritte a mano.
Chi digita con fatica
Se la tastiera è un ostacolo — per dolore, per un braccio rotto, per qualunque motivo — la voce basta.
Tutto quello che serve per smettere di digitare
Non è una casella in cui dettare e poi copiare. Il testo finisce dritto nella finestra in cui stavi lavorando.
Funziona anche senza rete
Col motore locale la trascrizione avviene sul tuo computer e l’audio non esce mai. Utile in aereo, e utile quando la riservatezza conta.
Ti avvisa quando ha dubitato
Quando una parola non è sicura te lo dice: “cTrader, era Citrader?”. Un clic, e la parola è sistemata e imparata per sempre.
Computer e telefono, un vocabolario solo
Le parole che insegni al computer le sa già il telefono, e viceversa. Stesso account, nessuna configurazione da rifare.
Ripulisce mentre parli
Toglie le esitazioni, sistema la punteggiatura e capisce i ripensamenti: se ti correggi a metà frase, riscrive invece di trascrivere.
Oltre 100 lingue
Detti nella lingua che vuoi e capisce anche il misto: se in una frase infili termini di un’altra lingua, li scrive giusti invece di storpiarli.
Scrive in qualunque app
Riconosce la finestra attiva e inserisce il testo lì: documenti, posta, messaggi, editor di codice, terminale. Senza copia e incolla.
Quello su cui stiamo lavorando
È già scritto e collaudato, ma non è ancora nella versione che scarichi oggi. Lo diciamo perché chi prova deve trovare quello che ha letto, non una promessa.
Nella prossima versione
Impara guardandoti correggere
Se sistemi una parola a mano — come faresti comunque — se ne accorge e da lì in avanti la scrive giusta. Senza premere niente, senza che tu debba dirglielo.
Non solo dettare: comandare
Selezioni un testo che hai già scritto, tieni premuto un tasto e dici cosa farne: più formale, in inglese, in elenco. Lo ritrovi riscritto al suo posto.
Decidi quanto può intervenire
Tre livelli. Al minimo tocca solo punteggiatura, accenti e maiuscole e non sposta una parola; al massimo ti restituisce prosa ordinata. Il controllo resta tuo.
Perché i nomi propri finiscono storpiati
Non è questione di modelli più o meno buoni. È un difetto di come sono costruiti quasi tutti gli strumenti di dettatura.
Di solito
Il programma ascolta l’audio e lo riduce a una riga di testo. Da quel momento l’audio è perso.
Se in quella riga c’è scritto Citrader, il correttore che la riceve non ha modo di sapere come suonava davvero: può solo tirare a indovinare, e sceglie la parola che conosce meglio.
È il motivo per cui certi correttori automatici “aggiustano” un nome che era già giusto, trasformandolo in uno sbagliato.
Dimmi Tutto
Qui la correzione non è libera di riscrivere: può sistemare come si scrive una parola, mai quale parola hai detto. Ogni modifica deve reggere un controllo prima di finire nel tuo testo.
E quando il dubbio resta, non tira a indovinare: te lo dice, e ti basta un clic per chiudere la questione.
Le parole che gli hai insegnato tu, poi, vincono sempre — anche contro un marchio famoso che qualunque modello preferirebbe scrivere al posto loro.
Il correttore può cambiare come si scrive una parola.
Non quale parola hai detto.
È la regola su cui è costruito tutto il resto.
Un piano solo. Tutto incluso.
Niente versioni mutilate da confrontare, niente funzioni tenute in ostaggio. Provalo sette giorni, poi decidi.
Tutte le funzioni, su computer e telefono, fino a 100.000 parole al mese.
Oppure 99 € all’anno: due mesi in regalo
Gli abbonamenti aprono a breve. Intanto puoi già scaricare l’app e creare il tuo account: ti avvisiamo appena si può attivare.
- 100.000 parole al mese: più di 4.000 per ogni giorno lavorativo
- Correzione verificata: non riscrive quello che hai detto
- Correzione a voce, senza toccare la tastiera
- Modalità offline sul tuo computer, quando serve
- Vocabolario sincronizzato fra computer e telefono
- Aggiornamenti e nuove funzioni comprese
- Assistenza diretta da chi sviluppa l’app
Disdici quando vuoi dal tuo profilo, in un clic. L’abbonamento resta attivo fino alla fine del periodo già pagato.
Prezzi IVA inclusa. Si paga con carta o PayPal.
Installalo dove scrivi
Sul computer per lavorare, sul telefono per messaggi e note in mobilità. Con Pro il vocabolario è lo stesso su entrambi.
Installazione normale, senza privilegi di amministratore. Si aggiorna da solo quando esce una versione nuova.
Scarica l'installer
Al primo avvio scarica il modello vocale (circa 600 MB), una volta sola.
Versioni precedenti e note di rilascio
Una bolla che resta sopra le altre app: la tieni premuta, parli, e il testo finisce nel campo in cui stavi scrivendo. Messaggi, posta, note.
Scarica l'appNon è ancora sul Play Store, e Android chiede due permessi in più alle app scaricate direttamente. Sono trenta secondi, una volta sola:
- Quando installi, autorizza l'installazione da questa origine.
- Poi Impostazioni → App → Dimmi Tutto → ⋮ → «Consenti impostazioni con restrizioni». Senza questo passaggio Android non ti lascia attivare l'accessibilità, e la bolla non compare.
- Infine Accessibilità → Dimmi Tutto, e la bolla c'è.
Il secondo passaggio esiste perché una app che legge lo schermo è potente, e Android vuole che sia tu a dirlo esplicitamente. Sparirà quando l'app sarà su Google Play.
L’installazione non parte, anche dopo aver dato tutti gli OK?
Prima il perché, perché rende tutto il resto comprensibile. Per scrivere nel campo in cui stai già scrivendo, Dimmi Tutto ha bisogno di tre cose: accessibilità, una bolla sopra le altre app e il microfono. Sono le stesse tre che chiedono i programmi che rubano i codici bancari, ed è giusto che il telefono si insospettisca. Finché l’app non è sul Play Store, Google non ha modo di distinguerci da loro — e la sua risposta predefinita è no.
1. Play Protect. Spegni la scansione per un minuto. Su un’app che chiede l’accessibilità il pulsante «Installa comunque» spesso non basta: l’installazione viene annullata lo stesso. Apri il Play Store → la tua foto in alto a destra → Play Protect → l’ingranaggio, e spegni Analizza le app con Play Protect. Installa Dimmi Tutto, poi riaccendilo subito: serve a tutto il resto del telefono.
2. Se hai un Samsung, il Blocco automatico. Impostazioni → Sicurezza e privacy → Blocco automatico (Auto Blocker): quando è acceso annulla l’installazione dopo che hai già accettato tutto il resto, senza dire perché. Dall’esterno sembra che il telefono ignori il tuo tocco. Spegnilo, installa, riaccendilo.
3. Controlla Android e lo spazio. Serve Android 10 o superiore (lo trovi in Impostazioni → Informazioni sul telefono): sotto quella versione l’installazione fallisce e basta. E il file scaricato dev’essere di circa 13 MB: se è molto più piccolo, il download si è interrotto e va rifatto.
4. Se hai già avuto una copia di Dimmi Tutto, disinstallala prima. Le versioni di prova girate fra amici prima dell’11 agosto 2026 erano firmate con una chiave diversa, e Android rifiuta di sovrascrivere un’app con una firma che non combacia — dicendo solo «App non installata». Attenzione: così perdi il vocabolario che quella copia aveva imparato. Chi ha scaricato da questa pagina, invece, aggiorna senza perdere niente.
Se non è nessuna di queste, scrivici a ciao@dimmitutto.app dicendo marca, modello e versione di Android: ti rispondiamo noi, non un modulo.
Le cose che ci chiedono più spesso
Come funziona la prova di sette giorni?
La mia voce viene mandata da qualche parte?
Come fa a non storpiare i nomi propri?
E se corregge una parola che era già giusta?
Come correggo una parola sbagliata?
Posso chiedergli di riscrivere un testo, non solo di dettarlo?
Nella prossima versione
Devo insegnargli le parole una per una?
Nella prossima versione
In quante lingue funziona?
Serve una connessione a internet?
Posso usarlo su più dispositivi?
Come si disdice?
E su Mac o iPhone?
Prova a dire questa frase invece di scriverla.
Ci hai messo qualche secondo a leggerla. A scriverla, molto di più. Hai sette giorni per capire se ti cambia la giornata.
Sette giorni di prova · Senza carta di credito · Niente da disdire